mercoledì 6 luglio 2011

La storia di Besciamello

Corre corre, Besciamello,
tiene in mano un lungo ombrello
che ha rubato in pizzeria.
Oh che brutta fesseria!

Pagherà il suo gran peccato,
Besciamello, il ladro scemo,
Carlo infatti s'è incazzato
e lo segue con un remo.

"Brutta merda, è mio l'oggetto!"
grida Carlo indemoniato
e al balordo per dispetto
lancia un sasso acuminato.

Besciamello cade a terra
mezzo morto e mezzo vivo,
lo raggiunge Carlo e guerra
fa a quell'essere tardivo.

Calci in culo, sputi in faccia,
rutti in bocca e schiaffi in pancia
poi gli spezza le due braccia,
lo trapassa con la lancia.

Alla fine Besciamello
sembra giunto in fin di vita
e guardandosi l'uccello
dice: "Quanta piscia è uscita!"

La paura del cretino
s'è mutata in fifa nera
e bagnatosi il bacino
ha cambiato pure cera.

Smunto, pallido e morente
Besciamello lascia il mondo.
Ma anche Carlo, quel fetente
sconta un fato inverecondo.

Giunti infatti sei gendarmi
se lo portano in galera
per poi fottersi i risparmi
della sua esistenza intera

alla bisca clandestina
dove regna Zio Buscetta
e giocando a teresina
fra un caffé e una sigaretta

là di Carlo il tesoretto
fanno fuori senza soste
cosicché quel poveretto
mangerà per sempre croste.

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