lunedì 27 giugno 2011

Lacrimogeni e blindati: NOTAI in fuga

Un gruppo di notai, sceso in piazza con i cartelloni del movimento “NOTAI” per protestare contro la nuova ferrovia che attraverserà la Val di Susa, è stato preso a calci nel sedere dalle guardie reali. «Il nuovo “cavallo di ferro” – così lo chiamano i notai – rappresenta una minaccia per questa valle, dove peraltro “erra l’armonia” (cit. Leop.). Porterà disoccupazione e regresso economico. A che servirà mai un cavallo di ferro, quando la natura ci ha già fornito di cavalli di carne? Per non parlare poi dei danni che il vapore emesso dai locomotori porterà alla flora e alla fauna circostanti». La domanda è legittima, ma le forze dell’ordine non hanno voluto sentire ragioni e hanno lanciato delle fialette puzzolenti. Prima di darsi alla fuga, gli uomini di legge hanno firmato diversi rogiti sui terreni che dovranno essere attraversati dalla moderna invenzione. «Così gli complichiamo la vita!» avrebbe affermato fra le lacrime Don Basilio, uno dei capi della protesta NOTAI.

Il notaio Massimo Inculatore, nell'atto di firmare un rogito per la contessina Teotochi Mastumoto

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